TECNICHE DI RIPRODUZIONE ARTIFICIALE (I)

Per la dottrina cattolica, la responsabilità procreativa, si esprime come inscindibile unità dei due significati dell’atto coniugale: quello unitivo e quello procreativo. Ricordava il beato Giovanni Paolo II: “La fecondità è il frutto e il segno dell’amore coniugale, la testimonianza viva della piena donazione reciproca degli sposi”.

Ma questa azione, cioè l’intima unione d’amore degli sposi, non ammette nel rapporto di coppia interferenze di estranei che rendono l’atto incompleto, spersonalizzato e disumanizzato. Oggi, invece, il rapporto tra sessualità e procreazione, è a volte annullato da interventi di “riproduzione artificiale” “intra-corporea” e “extra-corporea”.

La “riproduzione artificiale” “intra-corporea”:

Le tecniche più utilizzate sono l’ “Inseminazione Artificiale” (IA)  e la “Gamete Intra Fallopian Trasfert”, cioè la “Fecondazione artificiale omologa con trasferimento dei gameti” (GIFT).

La fecondazione avviene nelle vie genitali femminili, dopo aver introdotto artificialmente nel canale cervicale della donna il seme maschile.

E’ “omologa”, quando si avvale del seme del coniuge; è “eterologa” quando il seme è di donatore esterno alla coppia.

La fecondazione “intra-corporea omologa”, che va utilizzata con cautela, è la pratica meno problematica a livello etico e giuridico, essendoci anche perfetta identità fra genitori genetici e genitori giuridico-sociali. Però, il mezzo tecnico, non può sostituire l’atto coniugale ma solamente lo deve facilitare. Concetto espresso dal cardinale E. Sgreccia affermando: “deve trattarsi di un aiuto terapeutico e integrativo a far sì che l’atto coniugale, in sé completo in tutte le sue componenti (fisiche, psichiche, spirituali), possa aver effetto procreativo”.

La “riproduzione artificiale” “extra corporea”.

Questa tipologia di riproduzione artificiale è eticamente inaccettabile poiché scinde la dimensione unitiva da quella procreativa. Afferma la Donum vitae: “L’origine di una persona umana è in realtà il risultato di una donazione. Il concepito dovrà essere il frutto dell’amore dei suoi genitori: non può essere voluto né concepito come il prodotto di un intervento di tecniche mediche e biologiche: ciò equivarrebbe a ridurlo a diventare l’oggetto di una tecnologia scientifica. Nessuno può sottoporre la venuta al mondo di un bambino a delle condizioni di efficienza tecnica valutabili secondo parametri di controllo e di dominio”. Di conseguenza: la procreazione è privata dal punto di vista morale della sua perfezione propria quando non è voluta come il frutto dell’atto coniugale, cioè del gesto specifico dell’unione degli sposi”. E nella modalità “eterologa” è presente un terzo soggetto: il donatore del seme o la donatrice dell’ovulo, fatto inaccettabile perché “lede i diritti del figlio, lo priva della relazione filiale con le sue origini parentali e può ostacolare la maturazione della sua identità personale”.

Nella fecondazione extra-corporea, comunemente denominata “in vitro con trasferimento dell’embrione” (FIVET), l’incontro tra l’ovulo femminile e lo spermatozoo maschile è provocato all’esterno dell’apparato genitale femminile. L’embrione è poi introdotto nel corpo della donna.

Oltre le problematiche etiche già esposte dobbiamo aggiungere le molteplici perdite (cioè morte) di embrioni (anche il 90%) e questi fatti, come sostiene la Donum vitae, non sono aborti spontanei, ossia subiti, ma volontari. “E’ già stato ricordato come, nelle circostanze in cui è abitualmente praticata, la FIVET implichi la distruzione di esseri umani, fatto questo che è contro la dottrina già richiamata sulla illiceità dell’aborto”[1].

Non possiamo scordare anche “i parti gemellari plurimi” nel 46% delle gravidanze e perciò, nella maggioranza dei casi la “riduzione embrionale”, cioè la soppressione volontaria degli embrioni indesiderati.

Infine, evidenziamo, le alte percentuali d’insuccessi e gli elevati costi degli interventi che solitamente vanno ripetuti più volte.

Questa metodologia, presenta rischi anche per la donna che in futuro potrebbe soffrire di  gestosi, placente previe, malformazioni fetali, gravidanze extrauterine, lesioni vascolari…

Pure la salute dei bambini potrebbe essere a rischio di anomalie tardive e malattie degenerative riguardanti il sistema nervoso e i muscoli non potendoci garantire la scienza nessuna certezza.

 

[1] Donum vitae, op. cit., n. 5.

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